Logopedista a Milano
Difficoltà e disturbi del linguaggio in età evolutiva: la logopedista a Milano
Non tutti i bambini che “parlano poco” stanno vivendo la stessa difficoltà. Alcuni, intorno ai due anni, utilizzano ancora poche parole; altri possiedono un buon numero di vocaboli ma fanno fatica a combinarli in frasi; altri ancora sembrano rispondere in modo poco adeguato perché la difficoltà riguarda soprattutto la comprensione del linguaggio.
Dietro l'affermazione “non parla come gli altri” possono esserci situazioni molto diverse, che meritano di essere comprese nella loro specificità, senza confronti e senza semplificazioni.
Presso lo studio di Milano, la dott.ssa Roberta Varrica accompagna i bambini in età evolutiva e le loro famiglie nell'osservazione e nella valutazione dello sviluppo comunicativo e linguistico. L'obiettivo è comprendere la natura della difficoltà, individuare se sia opportuno intervenire e costruire il percorso più adatto, con particolare attenzione all'importanza dell'intervento precoce e a tutte le competenze che sostengono il linguaggio: dalla comunicazione intenzionale alla comprensione, fino alla possibilità di esprimersi e partecipare pienamente alla vita quotidiana.
Capire e farsi capire non vanno sempre insieme
La prima cosa che la dott.ssa Varrica aiuta le famiglie a mettere a fuoco è che «parlare» non è una cosa sola. Un bambino può faticare a trovare e a dire le parole, ma anche a comprendere quelle che gli arrivano, e le due difficoltà non sempre vanno di pari passo: c'è chi capisce bene e dice poco, e chi invece annuisce a tutto ma segue molto meno di quanto sembri. Distinguere il versante della comprensione da quello della produzione è il punto di partenza per capire di che cosa si stia parlando davvero. In breve, si parla di disturbo del linguaggio quando questa fatica a capire e a farsi capire con le parole dura nel tempo e non si risolve da sola. I criteri clinici, i segnali per età e le evidenze sono descritti nella scheda dello Studio, richiamata qui accanto: questa pagina si concentra invece su come la dott.ssa Varrica lavora concretamente a Milano.
Le situazioni che portano le famiglie in studio
Il lavoro della dott.ssa Varrica in quest'ambito riguarda soprattutto l'età evolutiva, la fase in cui accorgersi per tempo di una difficoltà conta più di ogni altra cosa. Le famiglie arrivano in studio a Milano per motivi diversi, che raramente riguardano un singolo suono e più spesso la quantità di parole, la costruzione delle frasi o la comprensione:
- bambini che intorno ai due anni usano ancora pochissime parole e si affidano molto ai gesti per farsi capire;
- bambini che le parole le hanno, ma non riescono ancora a unirle in piccole frasi;
- bambini che sembrano capire solo quando la richiesta è accompagnata dal gesto o dal contesto, e si perdono se le parole restano da sole;
- segnalazioni della scuola dell'infanzia, che nota un bambino che parla meno dei coetanei o che fatica a seguire una storia o una consegna;
- genitori che chiedono una consulenza precoce, anche nei primissimi mesi, per accompagnare bene lo sviluppo della comunicazione, dell'alimentazione e delle funzioni orali.
Guardare oltre le parole: l'impronta neuropsicologica
Un tratto distintivo del modo di lavorare della dott.ssa Varrica, che nasce dal suo Master in Neuropsicologia dell'Età Evolutiva, è non guardare mai il linguaggio da solo. Le parole poggiano su altre capacità che le rendono possibili: restare agganciati a una consegna, tenere a mente una sequenza di suoni o di comandi, organizzare un pensiero prima di dirlo. Osservare anche questi appoggi, e non solo ciò che il bambino dice o non dice, aiuta a capire dove si inceppa davvero il meccanismo e a costruire un intervento che parta da ciò che il bambino già sa fare. Su questa cornice si innestano gli strumenti della sua formazione:
- il Training Cognitivo Integrato del Metodo Benso (ICT), di cui è trainer, per allenare le risorse cognitive di base su cui il linguaggio si appoggia;
- la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), che offre al bambino un canale per comunicare (immagini, gesti, supporti) mentre il linguaggio verbale trova la sua strada, senza sostituirsi ad esso;
- l'attenzione alle funzioni orali e, quando serve, alla terapia miofunzionale, utile in alcuni quadri fin dai primi anni;
- un forte investimento sulla prevenzione, con consulenze ai genitori che intercettano e sostengono la comunicazione prima che una difficoltà si strutturi.
La valutazione a Milano, passo dopo passo
Coerentemente con questo sguardo, la valutazione non si riduce a una batteria di test. La dott.ssa Varrica osserva il bambino soprattutto mentre gioca, perché è nel gioco che un bambino piccolo mostra spontaneamente quanto capisce, quante e quali parole usa, come prova a costruire le frasi e come sta dentro lo scambio con l'altro. Attorno a questa osservazione si ricostruisce, insieme ai genitori, la storia del bambino e ciò che a casa preoccupa di più; e, quando è utile, si aggiungono prove più mirate per mettere a fuoco se a essere fragile sia soprattutto il vocabolario, la struttura della frase o la comprensione. L'esito non è un'etichetta, ma una fotografia leggibile: che cosa funziona, dove sono le fatiche, se e da dove conviene partire.
Il percorso: costruire il linguaggio un pezzo alla volta
Se dalla valutazione emerge l'indicazione a intervenire, il percorso viene disegnato sul singolo bambino e non ricalca un programma uguale per tutti. In età evolutiva il lavoro passa quasi sempre dal gioco, l'unico terreno su cui un bambino piccolo accetta di ripetere, provare e sbagliare senza sentirlo come un dovere. La dott.ssa Varrica intreccia il lavoro diretto sul linguaggio (ampliare il vocabolario, allungare le frasi, rendere più solida la comprensione) con l'allenamento delle risorse cognitive che lo sorreggono, secondo l'impostazione del Metodo Benso: rinforzare l'attenzione e la capacità di mantenerla più a lungo rende più stabile anche ciò che si conquista sul versante linguistico. Gli incontri hanno una loro regolarità e vengono rivisti insieme alla famiglia man mano che il bambino cambia. Non esistono tempi uguali per tutti, ma momenti in cui ci si ferma a guardare insieme che cosa è migliorato e che cosa merita ancora lavoro, così che i progressi non restino solo un'impressione ma diventino qualcosa di visibile anche per i genitori.
Che cosa possono fare i genitori a casa
Lo sviluppo del linguaggio non avviene solo durante le sedute, ma si costruisce ogni giorno nelle esperienze quotidiane del bambino. Per questo il coinvolgimento della famiglia rappresenta una parte fondamentale del percorso. La dott.ssa Varrica accompagna i genitori nell'individuare semplici strategie comunicative da integrare nella routine di tutti i giorni: concedere al bambino il tempo necessario per esprimersi, valorizzare e ampliare ciò che comunica, trasformare la lettura condivisa in un momento di dialogo e utilizzare le attività quotidiane - come il pasto, il bagnetto o il momento di vestirsi - come occasioni naturali per favorire il linguaggio. Non si tratta di aggiungere nuovi esercizi alla giornata, ma di rendere i momenti già vissuti insieme opportunità di comunicazione e di apprendimento. In questo modo, il lavoro svolto in studio trova continuità nella vita quotidiana, favorendo una crescita più efficace e duratura. Quando opportuno, e sempre in accordo con la famiglia, la collaborazione può estendersi anche alla scuola dell'infanzia, affinché le strategie condivise possano essere applicate con continuità nei diversi contesti di vita del bambino.
Domande frequenti
Alcune delle domande che i genitori pongono più spesso quando arrivano in studio a Milano.
- Mio figlio parla poco, ma capisce tutto. Devo preoccuparmi?
- La comprensione e la produzione del linguaggio seguono percorsi di sviluppo in parte differenti. Un bambino può comprendere molto bene ciò che gli viene detto e, allo stesso tempo, avere difficoltà a esprimersi con le parole. Questo non significa necessariamente che sia presente un disturbo, ma è comunque utile effettuare una valutazione per capire se si tratta di un semplice ritardo destinato a risolversi spontaneamente o di una difficoltà che può beneficiare di un intervento mirato.
- Mio figlio cresce con due lingue. È possibile che parli più tardi per questo motivo?
- L'esposizione a due o più lingue non causa un disturbo del linguaggio. I bambini bilingui possono distribuire le proprie competenze tra le lingue che utilizzano, rendendo talvolta più difficile per i genitori interpretarne lo sviluppo. Per questo motivo la valutazione considera l'intero profilo linguistico del bambino, prendendo in esame tutte le lingue a cui è esposto e il contesto in cui le utilizza.
- Se utilizziamo immagini o gesti per comunicare, rischiamo di ostacolare lo sviluppo del linguaggio?
- No. È una preoccupazione molto diffusa, ma le evidenze scientifiche dimostrano il contrario. Quando indicata, la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) offre al bambino strumenti efficaci per comunicare bisogni, emozioni e desideri, favorendo gli scambi con gli altri. L'obiettivo non è sostituire il linguaggio verbale, ma sostenerne lo sviluppo e ampliare le possibilità comunicative del bambino.
- È meglio aspettare che inizi a parlare da solo?
- Ogni bambino ha i propri tempi di sviluppo e alcuni recuperano spontaneamente. Tuttavia, non è sempre possibile capire da soli se una difficoltà rientra nella normale variabilità o se richiede un supporto specifico. Una valutazione permette di fare chiarezza, offrendo indicazioni personalizzate e aiutando le famiglie a scegliere il percorso più appropriato. In questo modo si evitano sia allarmismi inutili sia attese che potrebbero ritardare un intervento efficace, quando necessario.
Se avete dubbi sullo sviluppo del linguaggio del vostro bambino o vi sembra che la comunicazione proceda con più fatica del previsto, una valutazione logopedica può aiutarvi a comprendere meglio la situazione e a ricevere indicazioni chiare su come procedere. Un confronto specialistico permette di distinguere ciò che rientra nei normali tempi di sviluppo da ciò che potrebbe beneficiare di un supporto mirato, offrendo alla famiglia un orientamento sereno e personalizzato. È possibile richiedere un primo appuntamento presso lo studio di Milano, in Piazza Emilia, per conoscersi, approfondire le vostre esigenze e valutare insieme il percorso più adatto al vostro bambino.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Milano:
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Revisione clinica del 22 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Roberta Varrica, logopedista - Ordine TSRM PSTRP di Pavia - Albo dei Logopedisti - n. 63.